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Riscontri

Riscontri lasacrasindone1@gmail.com

Basta soffermarsi su tutto quello che è stato mantenuto nei secoli con la massima cura sacra: in qualche modo rimanda alla Sacra Sindone. Un  esempio è il trigramma JHS. JHS è al centro del sole nelle vetrate di tantissime chiese, ed è ritenuto segno francescano. Inoltre tutto nei manoscritti, nelle icone parla della Sindone… i seguenti riscontri sono quelli che più propriamente inducono a ritenere che LE BRUCIATURE AVVENNERO NEL SEPOLCRO

1-GESù FECE UN PACCO Sulla Sacra Sindone c’è un viso impresso molto particolare: il volto di Gesù riflesso a pacchetto ultimato. Di questo volto è molto chiaro l’occhio sinistro di Gesù. Il pacco è proprio l’involto della sindone, quello che contenne i chiodi ardenti, che determinarono le bruciature del tessuto interne al pacco. L’occhio è realmente rimasto impressionato al termine dell’esecuzione del pacco. Questo fatto viene messo in evidenza in un affresco di chiesa serba. E’ reso bene. Si comprende che si riferisce a quel preciso volto rispecchiato, per la zona molto particolare dove si impresse sulla Sindone, zona resa dal pittore riconoscibile per il tessuto ripiegato in senso longitudinale con le frange a sinistra. L’affresco mostra che il viso di Gesù è all’esterno dell’involto che si ottiene ripiegando la sindone in quel modo, tetradiplon….

– GESù BRUCIO’ LA SINDONE ESSENDO LUCE. Nella sindone ci sono i fori che i Templari sicuramente videro. I Templari ebbero la fortuna di vedere i 16 fori provenienti da bruciature e poterono intuire come era avvenuta la resurrezione di Gesù. Non si sa come, colsero anche l’esistenza all’interno della sindone dei cartigli che erano stati posti legati attorno al capo di Gesù.

  • I cartigli risolti come strano contorno del volto di Gesù, misterioso nel suo biancore, si ritrovano nella preziosissima -a questo proposito di testimonianza templare- tavola di Templecombe, non posteriore al sec. XIII (sicuramente non posteriore perché l’ordine de i Templari a quest’epoca non esisteva più). Il tutto coincide con i segni che ci sono sulla sindone che paiono degli accenni di angoli e cerchi incompleti e fori ai lati della schiena di Cristo. Una importantissima croce d’oro longobarda del sec. VII rinvenuta in Italia. La croce ha cinque volti uguali contornati da cartigli. I Longobardi hanno lasciato la stessa testimonianza fatta dai Templari, e per di più in epoca anche precedente. Nella sindone ci sono i cinque volti di Gesù riflessi nella zona dorsale corrispondente all’impronta schiena cintura ed anche. I Longobardi li poterono vedere contemplando la sindone forse direttamente.
  • 3- I BRANDELLI SI FORMARONO AL SEPOLCRO, PROVOCATI DAI CHIODI CHE DIVENNERO SCOTTANTI SOTTOPOSTI ALLA LUCE INTENSISSIMA DI GESù RISORGENTE. Due Cattedre del grandissimo S.Pietro dimostrano l’affermazione. Le cattedre di San Pietro furono costruite per essere scrigni, per contenere la sindone di Gesù. Le cattedrali di Venezia e di Roma furono costruite per contenere le cattedre. La cattedra di S-Pietro proveniente da Gerusalemme, oggi in Vaticano, riporta una decorazione del sec.IX che testimonia il collegamento della cattedra stessa con la sindone. La decorazione consiste in costellazioni, ariete, toro, leone, gemelli…. tra le costellazioni ci sono sei “figure irreali” ottenute (fatto inconfutabile) contorcendo la sindone che al tempo aveva già i brandelli e le bruciature, cioè prima che le suore di Chambery le rammendassero e vi riportassero del tessuto nuovo. Essendo incisioni su avorio del IX secolo è evidente che brandelli e fori siano anteriori all’incendio di Chambery. Non si sarebbero ottenute quelle sei figure se la tela della sindone non avesse avuto fori e brandelli. La cattedra di S.Pietro proveniente da Antiochia oggi a Venezia, ha uno schienale scolpito a mo’ di lapide, su marmo chiaro.

Vi si riconosce la parte centrale della sindone con il viso di Gesù rimasto impresso frontalmente due volte sulla sindone, uno sulla parte anteriore un altro sulla parte posteriore nella zona delle spalle (sulla cattedra le due stelle a sei punte stanno per i volti di Gesù), la mano nel gesto di aprire il fermaglio (il fermaglio è l’anello tra le due stelle), il cartiglio slacciato (bordura di forma circolare che riporta la scritta tale e quale quella che si vede sulla sindone, addirittura con coincidenza millimetrica), il cartiglio impressionato trasversalmente sulla sindone ( bordura orizzontale dello schienale), il groviglio di caratteri di scrittura della sindone (sfondo di fitti e diffusi motivi floreali). I primi cristiani di Antiochia videro che sulla sindone erano rimaste impresse le scritte leggibili della crocifissione di Gesucristo, videro che la tela si presentava bruciata e che c’erano due zone scurite e che c’erano sei punte misteriose ( gli angoli dei cartigli che si erano ripiegate a spigolo svolgendosi). Le due cattedre di S.Pietro sono dunque una testimonianza della stessa realtà, la sindone fu bruciata nel sepolcro e fu S.Pietro che raccolse questa preziosissima sindone bruciata e insanguinata del sangue di Gesù. Successivamente le cattedre furono portate una a Venezia e l’altra a Roma.

  • 4- LA SINDONE FU USATA COME COPRIALTARE E COME INSEGNA.  Il pacco diventato bandiera, anticamente Mushi Mshot per gli Armeni e per i Bizantini simbolo de “la vittoria sulla morte” : in realtà era l’involto della sindone dal quale erano scesi tre brandelli (verificabile)
  • 5-CRISTO E’ RISPECCHIATO PIU’ VOLTE SULLA SINDONE
  • L’ illustrazione della pagina 131 del Codice manoscritto Skylitzes (che apre la pagina del nostro sito intitolata SCOPO DEL SITO L’ANTICO CODICE E IL LIBRO DEI NOSTRI GIORNI) illustra la realtà sindonica. Il monaco Skylitzes disegnò la sindone come un lenzuolo piegato a metà, contenente due uomini messi schiena contro schiena, come è in effetti in realtà la doppia impronta sulla Sacra Sindone, che ha un’impronta frontale e un’impronta dorsale che è doppia, cioè anche comprensiva di immagine frontale dell’uomo che vi si riflette. Questa impronta dorsale dà anche  l’immagine frontale di Gesù! Questa meraviglia fu colta dal monaco Skylitzes!!!….. i due corpi come siamesi hanno il volto entrambi
  • 6. CRISTO RISORGENTE SI ALZO’ DALLA SUA TOMBA.                                                                                                                La tipologia iconografica di “Cristo morto ma in piedi” utilizzata all’infinito dal XIV secolo in poi è aderente alla realtà sindonica, a quella realtà fissata sulla sindone dalla luce divina: Gesucristo in piedi nel sepolcro calpestante la sindone era un morto risorgente! Questa immagine potentissima alludeva al fatto che Gesù fosse  Dio e che tutto quello che aveva insegnato durante la sua predicazione agli uomini di ogni paese e stato sociale fosse Verità.
  • 7. LA SINDONE ha i segni dei cartigli tutto attorno alla testa di Gesù.  Questa zona si presenta come un chiarore attorno al capo e al viso di Gesù nella parte frontale della sindone. ne è un riscontro l’aureola che contraddistingue Gesù nelle icone e nelle sculture fin dai primi secoli in cui fu rappresentato. Questa aureola porta il trigramma e ben visibili le linee a disegnare i cartigli sovrapposti, disposti orizzontalmente e verticalmente sul retro della testa. A volte vi si trova scritto JESUS NAZARENUS REX JUDEORUM, come è sulla sindone, attorno al capo circolarmente, verticalmente e orizzontalmente.
  • 8. Le icone di tanti secoli sono ieratiche, hanno la scritta JESUXHRISTUS come è rimasta impressa dai cartigli sulla sindone di Gesù. Anche le pitture occidentali non di origine bizantina hanno questa scritta, si cerchi nelle opere di Cimabue e  di Giotto, ad esempio

Involto

Templecombe

Croce Longobarda

Cattedra parte1

Cattedra parte 2