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Libro

SCOPO DEL SITO Venerare la sindone e adorare Gesù

L'ANTICO CODICE E IL LIBRO DEI NOSTRI GIORNI

copertina

La pagina SCOPO DEL SITO associa un’immagine ad opera di un monaco a un libro realizzato da noi ed una sperimentazione.

  • 20 La prima immagine in alto è tratta dall’antico Codice del monaco Skylitzes (1100 circa) che afferma di essere stato testimone oculare della Sindone. Egli disegna due uomini spalla a spalla: probabilmente intende raffigurare le due immagini del corpo di Cristo impresse sul lenzuolo ed è curioso che anche l’immagine dorsale abbia la faccia. Sulla Sindone infatti, realmente, pare di vedere Gesù riflesso col suo volto sul dorso, sul sedere, sulle gambe.
  • Abbiamo realizzato il libro LA SINDONE DELLA RESURREZIONE DI GESU’ , mezzo per far riconoscere la natura di reliquia della Sindone. Nel libro vengono riportate molte interpretazioni di numerose immagini. Vi si raffronta tra le altre cose il disegno di Skylitzes con la Sindone. Il nostro libro è composto da otto capitoli pdf,  per tentare di raccontare e descrivere le impronte, le impressioni fotografiche, i riflessi, il contenuto fuggevole della Sindone, come l’arcobaleno che appare per pochi secondi tra le nuvole. Il punto finale del libro coincide con quel che viene detto in estrema sintesi dal disegno in apertura pagina del sito e cioè che dell’uomo della Sindone si impressionarono nella Sindone due immagini frontali. Questo fenomeno si spiega con il fatto reale, concreto, che Gesù vi rimase impresso come in uno specchio muovendosi al di fuori della Sindone essendo vivo.
  • La Sindone è un lenzuolo. Qualcosa che si può afferrare……

La sperimentazione avviene su un telo simile alla sacra Sindone in tutto: sul telo c’è una fedelissima riproduzione delle impronte, ci sono i 16 fori, i forellini piccoli e le parti scurite fino all’ultima macchia. Il telo ha la consistenza dell’originale e si può toccare e muovere e contorcerlo.

La sperimentazione consiste nel ritorcere il telo in modo da formare delle figure che abbiamo visto nelle formelle che decorano la cattedra che fu di San Pietro. Si dimostra che la Sindone è presente in quelle decorazioni e non è riconoscibile. Si riconosce solo dopo aver sperimentato materialmente che è così.

 

Riportiamo ogni gesto compiuto nella sperimentazione.

 

Prendiamo il telo trasversalmente e lo pieghiamo a metà in modo che il retro resti interno. Prendiamo i brandelli che sono vicini alla macchia del costato e teniamoli con una mano, poi con l’altra mano prendiamo i due brandelli della schiena e avviciniamoli in modo che i primi stiamo sopra a formare le orecchie e i secondi a formare le barbe; contorcendo il telo posteriormente si ottiene quel mostro strano della prima formella nella fila superiore. Corrispondono tutte le macchie, naso, occhi…all’incisione!

Prendiamo il telo dal dorsale, teniamolo di fronte e prendiamo il brandello grande destro con la mano destra, è il becco; poi prendiamo i due brandelli grandi con la sinistra e sono le zampe: contorciamo il telo posteriormente ed ecco il cigno (prima formella della fila inferiore)

Prendiamo il telo disteso a terra con il rovescio esterno. Prendo con la mano destra l’angolo della parte dorsale dove c’è il lungo rammendo rettangolare e rigiro il telo verso l’interno ovvero avvicinandolo a me. Questa è la conchiglia o cornucopia. Ora rigiro il dritto con i buchi piccoli a formare il corpo dell’uomo che esce dalla conchiglia con i pesci in mano. Il tessuto abbondante ben ritorto forma la testa con la barba e gli angoli del telo diventano i pesci.

Prendiamo il telo disteso interamente dal diritto. Prendo il tessuto che è a metà longitudinale e a metà trasversale, a formare il musetto. Escono i brandelli vicini e formano le orecchie, i brandelli sotto diventano le zampette: ecco il leprotto.

Prendiamo il telo dal diritto e pieghiamolo a metà col rovescio interno. La parte frontale sotto, prendo il centro della metà appena ottenuta che diventa la testa dello scorpione, gli estremi – sulla stessa line della metà su cui lavoro- sono le chele. Abbozzando la corazza dello scorpione saltano fuori i brandelli e gli angoli del telo sottostante a formare le sei zampette e il tessuto ritorto a formare la coda ricurva dello scorpione.

Prendiamo il telo dal rovescio, tengo il centro del centro nella mano destra e con la sinistra ritorco il frontale verso l’esterno a formare la proboscide del gamberone, i brandelli del dorsale diventano le zanne e le macchie gli occhi. Il dorsale ritorto verso l’interno dal diritto con i fori e le macchie del bruciato dà il corpo del gamberone che appare macchiato.

 

 

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